mercoledì 8 febbraio 2012
Eli, Peyton, Cooper, Archie e Olivia
Questo pezzo è uscito poche ore fa sul sito di Raisport, esattamente qui.
lunedì 6 febbraio 2012
La flip card del Super Bowl
Ormai non serve più, a partita giocata, ma può essere un ricordo, per qualcuno. La flip card è quel cartoncino che viene allegato al programma dato ai giornalisti e che serve ad avere sott'occhio in un colpo solo tutte le informazioni essenziali sui giocatori. Si chiama flip perché basta girarla e sul retro compaiono i roster più completi, ma qui ho trovato solo la versione a una facciata.
domenica 5 febbraio 2012
martedì 24 gennaio 2012
La villa di Joe Montana
Facciamo una colletta? Scherzi a parte, è in vendita (o in affitto) la cosiddetta Villa Montana, ovvero la residenza di Joe Montana, l'ex grande quarterback dei San Francisco 49ers (e Kansas City Chiefs a fine carriera). Si trova a Calistoga, in California (i dettagli sono qui), ed ha tutto: parco senza fine, zona di tiro al piattello, campo da basket, uliveto, piscina, pista per bocce (fondamentale, ovvio), dependance per gli ospiti e zona giorno per i custodi. Il prezzo? Un affarone, come dicevano in quel fumetto: 35 milioni di dollari la richiesta, 29 milioni la valutazione di agenzia che vedete nella pagina del sito, e circa 130.000 euro mensili l'ammontare del mutuo previsto. Che altro dire? Niente.
domenica 4 dicembre 2011
Perché OSU al BCS Championship Game
No, non lo sostengo io, che non ho seguito il college football a sufficienza per dare un giudizio. È semplicemente il contenuto di una email che subito dopo la fine di Oklahoma State-Oklahoma, finita 44-10 per i Cowboys, hanno ricevuto tutti i gionalisti, compreso il sottoscritto, che fa parte della Football Writers of America (ma non voto mai per gli All-America, sarei cialtrone, non avendo visto 9/10 delle partite). Inviata dall'addetto PR di OSU, carica che nei college è detta Sports Information Director, conteneva il prospetto che vedete in alto, compilato ovviamente per dare forza alla candidatura dei neroarancio.
lunedì 28 novembre 2011
Corey Mazza, football e Marines
Dal comunicato ufficiale dei Panthers Parma, riadattato per questo blog.
«L'esperienza più bella della mia vita, dopo il matrimonio con mia moglie». E' così che Corey Mazza, ex giocatore dei Panthers, ha ricordato la sua permanenza in Italia per giocare a football in un incontro che si è tenuto alla Club House Le Viole di Moletolo davanti ai vecchi compagni e ai giocatori delle giovanili paemensi. Il 26enne californiano è tornato a far visita alla società ducale insieme alla moglie Kathleen, ex cheerleader, dopo tre anni di assenza dall'Italia. Nel 2008 Mazza arrivò a Parma, insieme agli amici Danny Brown e Ryan Tully, e restò una sola stagione ma da record, segnando 32 touchdown in 15 partite. Il wide receiver arrivò alla finale di Efaf Cup, la prima nella storia della squadra ducale, ma non poté scendere in campo contro i Berlin Adler per via di un infortunio riportato proprio nell'imminenza della partita. Nello stesso periodo i Panthers avevano ospitato lo scrittore John Grisham, che si ispirò alla storia delle pantere per scrivere il romanzo Il Professionista (Playing for Pizza); lo scrittore americano inaugurò la stagione sportiva del campionato italiano facendo registrare il tutto esaurito sugli spalti del vecchio stadio Lanfranchi di viale Piacenza. Mazza, prima ancora di essere ingaggiato dai Panthers, conobbe la realtà del football in Italia proprio attraverso le pagine del libro di Grisham. «Devo dire che la descrizione del football giocato fatta da Grisham non rende omaggio al movimento italiano - ha raccontato Mazza - Il livello è più alto di quanto si possa pensare. Qui ho subito i colpi più duri di tutta la mia carriera ma soprattutto ho riscoperto il piacere puro di giocare a football; in America sei sempre sotto pressione fin dall'high school»
Alla fine del campionato 2008 il giocatore americano rientra nel suo paese per frequentare la U.S. Marine Corps Officers Basic School, stazionata a Quantico, in Virginia; una scelta ispirata dal nonno Gino, un membro del Corpo dei Marines tra il 1951 e il 1953, che vediamo con lui nella foto. «Ho sempre desiderato entrare nel Corpo dei Marines per seguire le orme di mio nonno - ha confessato l'ex pantera - Il mio progetto era fare l'accademia subito dopo il college ma quando mi è arrivata la proposta d'ingaggio da Ivano Tira per giocare in Italia ho deciso di posticipare di un anno». Dopo l'addestramento Mazza è partito per l'Afghanistan nel marzo del 2011 con il grado di primo tenente del 1° Battaglione 5° Reggimento dei Marines, composto da 50 uomini: «è stata un'esperienza molto dura. La nostra giornata era scandita in tre momenti: pattugliare, mangiare e dormire. Ogni due settimane tornavo al campo base per fare rapporto, era l'occasione per sapere come stava andando il campionato (Nfl, ndr) così potevo dirlo ai ragazzi, era un modo per sentirci un po' più vicini a casa». In Afghanistan Mazza ha trascorso otto lunghi mesi con un solo obiettivo: «riportare tutti i miei uomini a casa sani e salvi, ma purtroppo non è stato così». Il suo mandato terminerà a maggio e «sto ragionando con mia moglie sul da farsi». Mazza ha studiato all'Università di Harvard dove, in 4 stagioni, con la maglia dei Crimson, ha totalizzato 177 ricezioni per oltre 2.800 yards e 28 touchdown. L'anno prima di sbarcare in Italia era stato inserito nell'All-Star Team del New England.
«L'esperienza più bella della mia vita, dopo il matrimonio con mia moglie». E' così che Corey Mazza, ex giocatore dei Panthers, ha ricordato la sua permanenza in Italia per giocare a football in un incontro che si è tenuto alla Club House Le Viole di Moletolo davanti ai vecchi compagni e ai giocatori delle giovanili paemensi. Il 26enne californiano è tornato a far visita alla società ducale insieme alla moglie Kathleen, ex cheerleader, dopo tre anni di assenza dall'Italia. Nel 2008 Mazza arrivò a Parma, insieme agli amici Danny Brown e Ryan Tully, e restò una sola stagione ma da record, segnando 32 touchdown in 15 partite. Il wide receiver arrivò alla finale di Efaf Cup, la prima nella storia della squadra ducale, ma non poté scendere in campo contro i Berlin Adler per via di un infortunio riportato proprio nell'imminenza della partita. Nello stesso periodo i Panthers avevano ospitato lo scrittore John Grisham, che si ispirò alla storia delle pantere per scrivere il romanzo Il Professionista (Playing for Pizza); lo scrittore americano inaugurò la stagione sportiva del campionato italiano facendo registrare il tutto esaurito sugli spalti del vecchio stadio Lanfranchi di viale Piacenza. Mazza, prima ancora di essere ingaggiato dai Panthers, conobbe la realtà del football in Italia proprio attraverso le pagine del libro di Grisham. «Devo dire che la descrizione del football giocato fatta da Grisham non rende omaggio al movimento italiano - ha raccontato Mazza - Il livello è più alto di quanto si possa pensare. Qui ho subito i colpi più duri di tutta la mia carriera ma soprattutto ho riscoperto il piacere puro di giocare a football; in America sei sempre sotto pressione fin dall'high school»
Alla fine del campionato 2008 il giocatore americano rientra nel suo paese per frequentare la U.S. Marine Corps Officers Basic School, stazionata a Quantico, in Virginia; una scelta ispirata dal nonno Gino, un membro del Corpo dei Marines tra il 1951 e il 1953, che vediamo con lui nella foto. «Ho sempre desiderato entrare nel Corpo dei Marines per seguire le orme di mio nonno - ha confessato l'ex pantera - Il mio progetto era fare l'accademia subito dopo il college ma quando mi è arrivata la proposta d'ingaggio da Ivano Tira per giocare in Italia ho deciso di posticipare di un anno». Dopo l'addestramento Mazza è partito per l'Afghanistan nel marzo del 2011 con il grado di primo tenente del 1° Battaglione 5° Reggimento dei Marines, composto da 50 uomini: «è stata un'esperienza molto dura. La nostra giornata era scandita in tre momenti: pattugliare, mangiare e dormire. Ogni due settimane tornavo al campo base per fare rapporto, era l'occasione per sapere come stava andando il campionato (Nfl, ndr) così potevo dirlo ai ragazzi, era un modo per sentirci un po' più vicini a casa». In Afghanistan Mazza ha trascorso otto lunghi mesi con un solo obiettivo: «riportare tutti i miei uomini a casa sani e salvi, ma purtroppo non è stato così». Il suo mandato terminerà a maggio e «sto ragionando con mia moglie sul da farsi». Mazza ha studiato all'Università di Harvard dove, in 4 stagioni, con la maglia dei Crimson, ha totalizzato 177 ricezioni per oltre 2.800 yards e 28 touchdown. L'anno prima di sbarcare in Italia era stato inserito nell'All-Star Team del New England.
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